Gabriele Vittorio Di Maio Cucitro – Psicologo

Psicologo 3.0

Il suicidio di Tiziana Cantone: video hot nella spirale della rete

Tiziana Cantone è una ragazza di 31 anni che si rende protagonista di una serie di video hard che qualcuno decide di mettere in internet e farli circolare nel web, con tanto di nome e cognome di lei, a sua insaputa.
Da una condivisione all’altra, questo video sarebbe finito anche su siti a contenuto pornografico, generando l’inferno nella vita della ragazza che, da un anno e mezzo, soffriva a causa di vessazioni, offese, ingiurie ed insulti che l’avevano portata a cambiare lavoro, cambiare abitazione ed al tentativo di cambiare totalmente identità, nome compreso. Ma evidentemente questo non è bastato: la ragazza si è tolta la vita con un foulard poche ore fa, esasperata, in uno scantinato di Mugnano, in provincia di Napoli.

Tiziana cantone suicidaLa sua vicenda, più che un fatto mediatico, era diventato un tormentone a causa della frase “stai facendo un video? Bravo!” che lei avrebbe pronunciato all’interno del video incriminato: ha fatto il giro del web, diventando uno slogan umoristico che ha ispirato molte pagine Facebook, nonché gadget e parodie.
Ma quella di Tiziana Cantone è solo una delle ultime storie culminate in modo tragico.
E’ stata resa nota anche la vicenda di una ragazza riminese di diciassette anni che, trovandosi in uno stato di coscienza alterato a causa dell’assunzione smodata di alcol, è stata avvicinata da un albanese nei bagni del locale in cui si trovava, e violentata. Le sue amiche, perfettamente consapevoli di ciò che stava avvenendo, non hanno chiamato i soccorsi come sarebbe stato auspicabile, ma si sono arrampicate sui bagni per immortalare le scene di violenza, tra risa e schiamazzi, per poi inviarle ad altre persone tramite Whatsapp, diffondendo questo materiale in rete.

Secondo Vittorino Andreoli, noto psichiatra italiano, internet diventata la gogna accessibile a tutti, per mostrare i difetti delle persone, per mostrarne il passato ed elementi di vita spesso sgraditi.
Il problema non è tirare via da internet, ma impedire che si possa entrare colpendo cosi gravemente.
In queste vicende, dice Andreoli, entra in gioco il concetto del tradimento:

Il desiderio di usare ciò che si sa, un segreto, per poterlo rendere pubblico e e rendere ridicola, far perdere la dignità ad una persona. Il tradimento è diventato cosi, ognuno può usarlo, e non sa che tradire significa tante volte uccidere. Ci sono tre modalità per ammazzare: colpire l’Io, distruggendo l’individualità; si può poi ammazzare colpendo il luogo sociale, il lavoro, ciò che rappresentiamo nella società. Il terzo modo è colpire il corpo, usare un cappio per suicidarsi, e questo non lo fanno i nemici o gli amici, ma chi è colpito e si sente nell’impossibilità di fare qualcosa.

Insomma, esistono tanti modi per colpire e tanti modi per uccidere.
Internet rappresenta uno strumento molto efficace per diffondere qualunque tipo di materiale. Le storie di cronaca a cui purtroppo assistiamo, ci fanno capire che ormai è molto facile essere risucchiati in un vortice che potenzialmente può distruggere delle vite.
E’ importante, quindi, tenere bene a mente alcuni consigli utili, che possono guidare l’utilizzo del Social Network:

Attenzione a ciò che si condivide online.

Oggi la condivisione è all’ordine del giorno: foto, video, pensieri, tutto viene messo online ancor prima di essere pensato. Ancor prima di pensarci. Molte persone possiedono degli account sui social network attraverso i quali condividono le foto dei propri viaggi, delle proprie avventure, delle proprie cose in genere. E spesso ci si lascia prendere la mano: mettere online le prove dell’esperienza è diventato più importante dell’esperienza stessa.

Con chi si condivide.

Con chi si condividono le foto, le esperienze e gli status? Spesso solo con amici e parenti stretti, ma molto più spesso con il mondo. Gran parte degli account sui social network sono aperti, pubblici, perché il loro scopo è mostrare al mondo ciò che accade intorno a sé. Ed è così che si finisce per condividere troppo: pezzi della propria vita privata, esperienze intime, la propria casa, i propri figli, ogni cosa. Una foto, o qualsiasi altro elemento, comincia a girare molto facilmente, in un infinito passaparola, da cui poi è difficile tornare indietro. Pentirsi potrebbe non servire, quindi è meglio prevenire.

Chi sono gli amici e chi sono i nemici?

Il confine tra un amico, un conoscente ed un nemico, è spesso molto labile. Anche un amico, o qualcuno che si riteneva tale, può fare un passo falso verso la condivisione di cose che non andrebbero condivise. Uno spezzone di video, una foto un po’ compromettente, affermazioni vagamente ambigue, possono essere condivise da un amico, anche per gioco, ed innescare una spirale pericolosa. Attenzione, quindi, anche alla superficialità ed alla buona fede con cui si manda in giro una foto.

Come vengono usati i social network.

Ci sono molti modi per usare un Social Network: c’è chi lo usa per questioni lavorative, chi per tenersi in contatto con gli amici e parenti, chi per condividere e mostrare una propria passione, un proprio hobby, chi per curiosità, chi per tutte queste cose. Insomma, il mondo dei Social è un universo vastissimo che si presta agli utilizzi più disparati, alcuni dei quali possono rivelarsi davvero utili e fruttuosi. La cosa importante, in qualunque modo si usi un account online, è quello di tenere ben presente il confine tra ciò che va bene e ciò che non va bene, o potrebbe non andare bene: mettere e diffondere troppo di sé, a qualunque titolo, anche con sconosciuti, è una decisione che va ponderata bene.

Un’attenzione particolare ai minori.

Sento di dover dedicare una parte di questo articolo ai minori ed ai ragazzi in generale. Molti di loro, anzi, la maggior parte di loro, usa Social Network: Facebook, Twitter, Instagram, Youtube ed altre piattaforme incontrano sempre di più le esigenze comunicative, espressive e di condivisione che manifestano i nostri ragazzi.
Social che sanno stare al passo coi tempi, che accolgono, danno modo di esprimersi, di tenersi in contatto, di fare rete a tutti i ragazzi. Non avere qualche account significa essere tagliati fuori dal mondo: ciò accade con gli adulti, ma in misura maggiore con i ragazzi (ed i ragazzini) che quotidianamente affollano il web.
Loro sui social non sono mai soli, ed allo stesso modo non dovrebbero essere soli nell’uso che ne fanno: è importante stargli dietro, controllare le loro attività, monitorare l’andamento dei loro affari online. Con le giuste precauzioni, la giusta distanza ed il rispetto e la libertà che deve essere accordata ad ogni ragazzino, ragazzo e adolescente, è sempre bene affiancarlo e non perdere di vista ciò che fa.
Questo è importante per vegliare sul loro benessere psicologico ed emotivo e carpire in tempo i segnali d’allarme, per correre ai ripari!

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3 commenti su “Il suicidio di Tiziana Cantone: video hot nella spirale della rete

  1. vikibaum
    16 settembre 2016

    mettere online le prove dell’esperienza è diventato più importante dell’esperienza stessa….concordo pienamente, per questo ho sempre tenute rigidamente separate la vita reale da quella virtuale e considero la seconda solo uno dei tanti modi di esprimermi…buona giornata

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