Gabriele Vittorio Di Maio Cucitro – Psicologo

Psicologo 3.0

Pokémon Go: rischi e benefici

L’altro giorno ero in treno e accanto a me c’era una donna, forse sui quarant’anni, non saprei dire, ma comunque adulta. Sapete cosa ha fatto? Ha tirato fuori il tavolino davanti al suo sedile e vi ha piazzato su un Pokémon.

Si, un Pokémon.
Appena mi sono reso conto di non essere preda di una simpatica allucinazione, non ho potuto fare a meno di notare che stava maneggiando il suo smartphone ed era tutta impegnata in un gioco: Pokémon Go.
Lo conoscete, vero? Alzi la mano chi non ne ha sentito parlare almeno una volta in questi ultimi giorni. Lanciato negli Stati Uniti il 5 luglio al momento è una delle App più scaricate dagli store di Android e di iPhone.
Cos’ha di particolare, che gli altri giochi non hanno?
E’ un gioco innovativo, perché si interfaccia col mondo reale. Cosa vuol dire questo? La particolarità di Pokémon Go è quella di aver unito il mondo reale con un gioco già abbastanza fortunato di per sé.
Ricordate il cartone animato? In cui il ragazzo allenatore di Pokémon (tra l’altro il sogno di molti bambini che, attaccati alla TV, avrebbero dato chissà cosa per poter diventare allenatori di mostriciattoli e girare il mondo) li trovava e li catturava nella propria Pokéball, recandosi nelle apposite palestre per allenarli e sostenere sfide.
Ora la stessa cosa la potete fare voi, ma nella vostra quotidianità. Grazie al GPS e alla geolocalizzazione, Pokémon Go, infatti, permette di scovare i pokémon nella vita reale: andando in giro per la vostra città vi imbatterete nei Pokémon, che si materializzeranno davanti a voi sui marciapiedi, sulle strade, entrando a far parte della vostra stessa realtà.
Insomma, si parla di realtà aumentata. Questo gioco crea un mondo a parte, fatto per metà di mondo reale che si vive quotidianamente, e per metà di videogame.
Pokémon go PsicologiaI confini tra il mondo reale e quello dei giochi si perdono, perché il gioco è nel reale o, se preferite, il reale è colorato di gioco. Insomma, non si spegne più il monitor, il gioco non finisce più.

Ma perché piace Pokémon Go? 

Perché è innovativo: effettivamente, un gioco che invade la realtà è da un lato affascinante (molti proverebbero a giocare…pur non essendo appassionati di videogiochi, né di Pokémon), e dall’altro la realizzazione delle fantasie degli amatori della compagnia di Ash e Pikachu.
Ma questo non basta. La verità è che questo gioco piace perché stimola i centri del piacere, i circuiti del reward. Cosa significa? Che fa parte di quelle attività che danno piacere, e quindi che si desiderano sempre di più. La realtà aumentata di cui stiamo parlando non da piacere per il fatto di vedere un Pokémon sullo schermo del proprio smartphone o tablet: il piacere viene dal fatto di “sentire” di essere arrivati, di possedere la creatura. Quando ci si avvicina ad uno di essi, oppure ad una palestra, o ad un punto in cui potersi accaparrare le Pokéball, infatti (esattamente come nei vecchi cartoni), il vostro dispositivo ve lo segnala, stimolando il vostro centro del piacere. Le notifiche ricevute dai social, come quelle relative alle risposte, ai commenti e/o ai like di Facebook, danno un certo piacere…ebbene, quello di Pokémon Go è un piacere simile, ma amplificato dal fatto di vivere in prima persona la storia, di crearla, di “toccare con mano” le proprie creature.
Un altro elemento da tener conto è anche il fatto che i Pokémon hanno abitato l’infanzia di molti ragazzi e giovani adulti di oggi, che hanno conosciuto in TV i piccoli mostri e sognato con essi. Vederli nella propria realtà, adesso, quanto può essere bello? Tanto. E’ la realizzazione di un desiderio infantile.
rischi pokemon goPer chi scarica il gioco e si cimenta nell’avventura di diventare un allenatore di Pokémon, probabilmente diverrà normale vedere un mostriciattolo sul marciapiede.

Ma che effetto ha un gioco simile sulle persone? Intacca in qualche modo la salute psico-fisica? Quali sono i suoi effetti,nel bene e/o nel male?

Una delle prime cose che viene in mente, non difficile da intuire, è che questo gioco spinge le persone a camminare! Ovviamente, se si vuol trovare i Pokémon, si deve andare in giro per le strade. E, se è vero che uno tira l’altro, le persone non potranno fare a meno di uscire di casa e fare del movimento.
E’ risaputo che fare attività fisica ha delle ripercussioni positive sulla vita delle persone: fare movimento, come camminare, aiuta a combattere i sintomi dell’ansia, dello stress ed anche della depressione. L’attività fisica contribuisce a raggiungere condizioni che tendono al benessere. Uscire di casa, inoltre, ha degli effetti positivi pervasivi, come ad esempio partecipare in qualche modo alla vita sociale, magari conoscendo anche altre persone patite per lo stesso gioco. Quindi potrebbero risentirne, in meglio, anche i problemi relazionali e comportamentali.

Sono sicuro, però, che qualcuno di voi si sia posto già le fatidiche domande: c’è bisogno di un gioco per camminare di più?

C’è bisogno di un gioco per risalire dai disagi relazionali, emotivi e comportamentali?
Non sarebbe meglio affidarsi ai professionisti della salute?
Inoltre: quali sono le implicazioni che può avere la realtà aumentata sulla vita delle persone?
Per ora, pare che sia stata segnalata una crescita del tasso di incidenti (anche stradali) dovuti alla distrazione delle persone immerse nel proprio smartphone alla ricerca spasmodica di Pokémon, noncuranti della realtà che li circonda.

Quale sarà l’effetto dell’influenza a lungo termine di questa nuova dimensione?
E che presa può fare sulle persone che vivono situazioni di psicopatologia, o comunque situazioni di sofferenza psichica?

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5 commenti su “Pokémon Go: rischi e benefici

  1. Sono perplessa … non conoscevo questo gioco che apprendo da te… mi domando abbiamo proprio bisogno di tutto ciò?
    Un caro saluto Franca.

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  2. Chris
    19 luglio 2016

    Ciao Gabriele 🙂
    Ottimo articolo…
    E’ incredibile vedere una massa enorme di persone spendere le proprie giornate in un gioco cosi, al fine unico di vivere una vita parallela ed evadere quindi dalle loro esistenze depresse e prive di senso.
    Alcune di queste persone andrebbero aiutate seriamente…

    Liked by 1 persona

    • GabrieleVDiMaio
      20 luglio 2016

      Siamo già abituati a vedere persone chine sui cellulari anche in strada. Chissà come sarà vederle cercare oggetti che noi invece non vediamo:-)
      Chris benvenuto su questa pagina!

      Mi piace

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