Gabriele Vittorio Di Maio Cucitro – Psicologo

Psicologo 3.0

Il Déjà-Vù e la banda dei falsi ricordi

C’è un leggero tocco di Déjà-Vù qui.

Se questa frase vi è familiare, è probabile che nella vita ne abbiate vissuto almeno uno.
Eh? Come no?

…..

E adesso?
Bene!

Il Déjà-vù, già visto, è quell’improvvisa sensazione di familiarità nell’assistere ad un evento, nell’eseguire una determinata azione, nel parlare con una certa persona di uno specifico argomento.

Si tratta di uno di quei fenomeni psichici (ma non l’unico) che affascina l’immaginazione collettiva perché difficilmente spiegabile e sul quale sono stati prodotti diversi libri e film (tra i miei preferiti potrei citare Donnie Darko, Se mi lasci ti cancello e il recentissimo Terminator Genisys).

I più fantasiosi e sognatori, come è giusto, parlano di paranormale, vite precedenti che richiamano ricordi di una persona che non siamo più, spiriti che ci parlano dall’aldilà, precognizione e chiaroveggenza.

Negli anni vi sono state varie sperimentazioni sulla questione, ma a causa della particolarità del fenomeno che è difficile da riprodurre, quasi del tutto inconcludenti. Restano solo diverse teorie. Tra le più accreditate quella del “falso ricordo”. Il nostro cervello (clicca per le Curiosità sul Cervello) non è sempre perfetto, o almeno non secondo il nostro edonistico concetto di perfezione, e può quindi avere brevi Black-Out, o piccoli e momentanei “bug”. Così come un computer può crashare e conservare solo i file che abbiamo salvato ma non quelli che avevamo aperto da poco, il nostro cervello è il computer più potente di tutti, e vanta naturalmente la stessa tipologia di problemi. Magari data da una momentanea asincronia tra l’emisfero destro e quello sinistro, nel caso dell’essere umano.

Ma tranquilli, nonostante tutto, solo perché state leggendo questo scritto significa che funziona benissimo.
Spiegazioni DejavuNonostante sia quello più conosciuto e dibattuto a livello divulgativo ed affascina e stimola la fantasia di tutti, quello del Déjà-Vù non è l’unico fenomeno psichico strettamente imparentato con il mondo misterioso dei falsi ricordi o delle alterazioni degli stessi (paramnesie). Ce ne sono altri meno famosi, forse perché più difficili da pronunciare, che sono, in breve:

Jamais Vu: Si, ogni fenomeno ha il suo contrario. Se non ricordi di aver vissuto qualcosa prima Stai vivendone uno. Nello specifico sai che è successo prima, ma non ti è per nulla familiare.
L’esprit de l’escalier: Quando ricordi qualcosa …ma ormai è troppo tardi. Ovvero quando non hai i riflessi per rispondere prontamente a qualcuno, ma ti viene in mente ciò che sarebbe stato opportuno dire dopo qualche minuto, qualche ora, ma anche dopo giorni e anni.
Presque Vu: in una frase sola, è il “ce l’ho sulla punta della lingua“. Già, anche questa frase conosciutissima ha un suo nome specifico.

Ci sono poi fenomeni correlati al protagonista del nostro articolo, ma che per correttezza, vanno catalogate in delle sotto-categorie:

Déjà visité: La sensazione che ci invade quando percorriamo una via, magari di una città all’estero, e ci è stranamente familiare anche se sappiamo di no esserci mai stati prima. Addirittura conosciamo perfettamente il percorso che deve portarci alla nostra destinazione.
Déjà vécu: Ovvero quella sensazione per la quale ci sembra di aver già vissuto una determinata esperienza.
Déjà senti: L’impressione di aver già sentito qualcosa.
Déjà eprouvé: L’impressione di aver già provato a fare qualcosa.

Per finire, guardando da una mia personalissima interpretazione di un fenomeno che non compare tra questi, lo potrei parafrasare come overload cognitivo.

Overload Cognitivo: Quella situazione secondo la quale stiamo facendo una determinata cosa, stiamo cercando una certa notizia, vogliamo parlare di un argomento ma…all’improvviso non ce lo ricordiamo. Eppure siamo lì e stiamo facendo/dicendo/provando proprio quella cosa! Non vi capita mai? Si? Probabilmente perché state facendo troppe cose assieme, almeno a livello intellettivo/emotivo/cognitivo e, l’accumulo di troppe informazioni assieme, proprio come un computer e proprio come nel Black-Out momentaneo che porta al Deja-Vu, in questo caso siete finiti n Overload Cognitivo.
Ma attenzione: questa condizione di sovraccarico, data dall’accumulo di attività e materiale, se protratta troppo a lungo potrebbe cronicizzarsi e diventare motivo di sofferenza. Monitorate, quindi, il vostro stress.

Avevate già letto questo articolo?
Impossibile, ve lo garantisco io, se vi fidate;-)

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