Perché si tradisce? Scoprire l’infedeltà è possibile?

Chi di voi ha mai sentito dire che solo una piccola percentuale di mammiferi è monogama?
Ormai è entrato a far parte dei discorsi e dell’immaginario di molte persone la credenza secondo la quale l’essere umano è per natura infedele. Prove, articoli, discorsi, tutti atti a dimostrare la tesi che vede l’uomo come un animale infedele e naturalmente sempre alla ricerca di nuovi partner.
Ed eccoci quindi con un nuovo articolo sull’infedeltà ed i tradimenti (clicca qui per leggere l’articolo precente sull’infedeltà). Perché si tradisce? Come si fa a capire se il partner è infedele? Cos’è la fedeltà e come si fa a mantenerla?

Anche nell’ambito della psicologia e della psicoterapia si è insinuata questa idea, ed oggi è ben accetta all’interno di molti studi di psicoterapia la dinamica dell’infedeltà come di conseguenza naturale dell’evoluzione dei rapporti di coppia. Anzi, spesso l’infedeltà è concepita come un toccasana per la coppia: tradire aiuterebbe a comprendere quali sono i desideri della persona e quali sono i bisogni e le priorità di ognuno.
Ma è davvero una legge di natura? Il tradimento fa parte dell’essere umano e non c’è scampo?
Dire che il tradimento è insito nella natura umana, è un po’ riduttivo se si considera che l’essere umano è un universo molto complesso e difficilmente incasellabile in teorie senza via di uscita.
Sarebbe un peccato rinunciare all’idea di rispondere a domande come Perché si tradisce? Perché quella determinata persona si è comportata in quel determinato modo? Perché cerca un’altra/o? Perché alcuni sono traditori cronici?
Una di queste risposte risiede nell’autostima.
I tradimenti di alcune persone sono strettamente collegate alla propria autostima: per preservarla, hanno bisogno di dimostrare continuamente a se stesse di essere in grado di agire e di non soccombere alle relazioni. Si, soccombere alle relazioni. Si tratta, spesso, di persone che portano con sé delle forti scottature che purtroppo hanno collezionato nella loro vita: delusioni, umiliazioni, che nel tempo hanno minato il senso di sé, mettendo a rischio (distruggendo) l’opinione che hanno di loro stesse e del proprio senso di efficacia. Queste persone non riescono a presentarsi per come sono e a lasciarsi andare totalmente alla costruzione di un legame amoroso, perché hanno continuamente bisogno di proteggersi e non permettere più agli eventi della vita di ferire.

perché si tradisce?Altre persone, invece, hanno una estrema paura della dipendenza. Stare con qualcuno significa aprire il proprio cuore e la propria vita ad un’altra persona, e questo potrebbe innescare pericolosi legami di dipendenza. Anzi, per queste persone l’instaurarsi di un legame significa, automaticamente, che si è accesa la spia rossa della dipendenza: bisogna scappare da quella relazione, almeno parzialmente.

Cosa dire, invece, di quelle coppie che sembrano salde ed appagate, quelle relazioni (magari matrimoni) che durano da molto tempo e che sembrano così stabili che un tradimento, o una serie di tradimenti, stonerebbe con tutto il resto?
Perché ci si tradisce anche se sembra che nella coppia vada tutto bene?
Non certo per una risposta al richiamo naturale del tradimento!
Molte relazioni, tra cui convivenze e matrimoni di lunga data, in realtà non sono così felici come sembrano: hanno dei punti deboli che, anche se dall’esterno non sono visibili, dall’interno invece vengono percepiti con molta risonanza (clicca qui per leggere l’articolo sulle crisi di coppia). I partner infedeli in questo tipo di coppie arrivano spesso ad intrattenere relazioni extraconiugali e, contemporaneamente, gestire il proprio rapporto. Per loro il tradimento rientra a pieno titolo nella routine: si mette su in questo modo una vera e propria doppia vita, e non è dato sapere se un giorno avverrà la decisione di lasciare un partner a favore della relazione con l’altro; spesso non accade, e vengono tenute in piedi diverse relazioni contemporaneamente.

Se un po’ di tempo fa la fedeltà era da considerarsi un valore, ai giorni nostri non è difficile veder ritagliato un posto legittimo all’infedeltà all’interno della coppia e, anzi, spesso l’essere fedeli viene visto come un segno di “buonismo”, di condizionamento sociale e religioso.
Ma è vero che la fedeltà non fa parte dell’essere umano e, quando presente, è solo un condizionamento di natura sociale e/o religioso?
Non tutti sono d’accordo, infatti, con questa nuova visione del tradimento: non tutti condividono l’idea che l’infedeltà sia una dote naturale dell’uomo. Per queste persone la fedeltà è ancora un valore e, anzi, un segno di forza. Colui che resta fedele al proprio partner è quello che resiste all’impulso di scappare via dal legame; colui che affronta attivamente le crisi ed annienta la paura di un rapporto stabile.
Per qualcuno la fedeltà è un dono che si fa a se stessi ed alla coppia, ed ha poco o nulla a che fare con la moralità, i condizionamenti sociali e le scelte religiose, ma riguarda la stabilità interiore e l’equilibrio personale.
I partner infedeli pare abbiano bisogno di non avere punti fermi, perché li temono; quelli fedeli, al contrario, non hanno paura di trovare e viversi un porto sicuro.

E voi cosa ne pensate? Da che parte state?

Un ringraziamento particolare a chi mi ha chiesto di scrivere questo articolo per ampliare il discorso sull’infedeltà.
Se anche tu vuoi richiedermi un articolo in particolare, contattami qui.

Bimba dimenticata in auto a Livorno: cos’è l’Amnesia Dissociativa?

Dimenticare il proprio figlio in auto: cosa sta succedendo?

Ne abbiamo parlato oggi con Storie di Mamme in un’ intervista in streaming a cui ho partecipato per dare un contributo alla spiegazione di questi spiacevoli avvenimenti.
Clicca qui per vedere l’intervista su Periscope.

E’ successo la settimana scorsa, e purtroppo non è un episodio che giunge nuovo: è successo nel 2015 a Vicenza, nel 2013 a Piacenza, e altre volte, troppe. Un genitore che si dimentica del proprio figlio in auto, con terribili conseguenze. Questa volta è accaduto a Gaia, una bimba di Livorno: in una calda giornata, sua madre si è accorta dopo 4 ore di averla dimenticata nell’auto parcheggiata, che intanto era diventata un forno. La chiamata al 118, la corsa all’ospedale di Cecina e poi all’ospedale pediatrico Meyer non sono riusciti a salvarle la vita.
L’ipotesi che campeggia nelle notizie di cronaca è quella relativa ad una condizione chiamata Amnesia Dissociativa.
Escludendo la presenza di condizioni cliniche come l’epilessia, gli effetti di traumi cranici, altre condizioni neurologiche e l’assunzione di sostanze stupefacenti, l’Amnesia Dissociativa consiste in una incapacità nel ricordare singoli eventi o frangenti della vita della persona. Un black out, un vuoto di memoria che riguarda poche ore, o pochi giorni, durante i quali la persona non ricorda cosa ha fatto, cosa è avvenuto.
Di solito questo periodo ha un inizio ed una fine più o meno delineati, e spesso la persona non ha coscienza di aver avuto questo vuoto di memoria: se ne rende conto solo quando, e se, si accorge di ciò che è successo. Nel caso in esame, è ovvio che la madre si sia accorta dell’accaduto. Ma se il black out non avesse riguardato sua figlia, forse non sarebbe stato così. Se avesse omesso, ad esempio, di dire o fare cose di poco conto, senza alcuna ripercussione sulla sua vita, forse non avrebbe mai accusato un’amnesia.
Com’è possibile che accada?
La dissociazione è un meccanismo che si mette in atto molto spesso, fa parte dell’essere umano. Ci si dissocia ad esempio quando si è alla guida, quando si fanno cose in automatico, e spesso ci si ritrova ad aver portato avanti delle attività senza  consapevolezza. Come guidare e ritrovarsi a casa senza rendersene conto…è come aver messo il pilota automatico.

Le statistiche purtroppo parlano anche di atti consapevoli: genitori che lasciano i figli il tempo necessario per fare la spesa o delle commissioni, ben consci di lasciarli lì per quel tempo. E questo implica una pericolosa negligenza da parte del genitore e la poca attenzione a quei particolari che invece andrebbero valutati con cura (un bambino non può attendere all’interno dell’abitacolo di un’auto; un bambino non può attendere in nessun luogo che non sia supervisionato da un adulto).

Un fenomeno che prende piede, quando accadono eventi del genere, è quello della psicosi di massa: l’amnesia dissociativa può succedere a tutti? Potrei dimenticarmi improvvisamente di mio figlio? Potrei tralasciare cose importanti della mia vita e non rendermene conto? Potrei combinare qualche guaio?
Una cosa importante è non legarsi ai termini oscuri come “Amnesia dissociativa” che possono diventare diagnosi misteriose di patologie che potrebbero colpire da un momento all’altro chiunque.
Per non farsi prendere dal panico è quindi importante conoscere le cose di cui si legge e di cui si parla:
Il cervello (Clicca qui per un articolo sulle Curiosità sul Cervello) si dissocia per far fronte all’enorme stanchezza a cui è sottoposto. La vita oggi richiede di mantenere un’attenzione che va al di la delle reali capacità umane. Si vive nell’era del non-riposo, in cui è ben tollerato, e anzi, è auspicabile, lo spirito di sacrifico che va oltre ogni limite.
La mamma di Livorno si dice che si alzasse molto presto al mattino per occuparsi dell’attività di famiglia, per poi dedicarsi diligentemente alle sue due figlie. Viene descritta come una donna e madre energica, attiva, super attenta. Forse troppo attenta, troppo stimolata. E quindi il suo cervello ha avuto bisogno di riposo, di dissociarsi.
Sarebbe potuto capitare con le chiavi di casa, con il cellulare…ma anche con cose ben più importanti. In realtà non è possibile sapere se le sia già capitato in passato: magari con qualcosa di non importante, e di cui lei non ha memoria.
Quindi, è fondamentale conoscere le cose di cui si parla, sia per togliersi quella paura immotivata di una malattia che potrebbe colpire da un momento all’altro, sia per sapere cosa fare, come correre ai ripari.

Bimba dimenticata in auto a LivornoCome muoversi, allora?
Si è già parlato di dotare le auto di dispositivi di rilevamento, sensori acustici ed interpellare tutta la tecnologia che può venire incontro a tali esigenze, per evitare che si verifichino situazioni analoghe.
Ma si è parlato poco di un versante più profondo, ed anche più difficile da trattare: la prevenzione ed il benessere psicofisico.

E’ possibile adottare degli accorgimenti davvero importanti:
1. Concedersi il giusto riposo: anche se la vita quotidiana impone ritmi serrati ed il riposo è bandito. Non deve essere così. Il vostro corpo e la vostra mente hanno bisogno del giusto quantitativo di riposo, anche in previsione di tutte le attività che siete chiamati a svolgere costantemente.

2. Fare attenzione ai campanelli d’allarme, i segnali di stress:
difficoltà nel dormire, difficoltà di concentrazione, distrazione, irritabilità, ansia (Clicca qui per l’articolo sull’Ansia in Gravidanza).
Spesso queste cose vengono sottovalutate, perché si pensa che siano dovute alle condizioni atmosferiche, si dorme male perché fa caldo/o perché fa freddo; si ha l’ansia perché si sta mangiando male e si digerisce altrettanto male…insomma, bisogna eliminare tutte le scusanti che si usano per giustificare i malesseri.
Bisogna accettare che il cervello ha bisogno di dissociarsi e fare in modo che  questo accada solo per cose futili o comunque non di vitale importanza: e per realizzare questa condizione si deve concedersi il giusto riposo e imparare a riconoscere i segnali di stress.

3. Coinvolgere gli altri: 
Coinvolgere anche l’altro genitore, se c’è. La gestione dei figli deve essere un impegno per entrambi i genitori, senza scusanti. In caso di eccessivi impegni è bene chiedere anche un aiuto esterno di fiducia, genitori, suoceri, parenti ed amici disposti ad alleviare un po’ il carico genitoriale.

Lo stress, quando cresce troppo, diventa pericoloso. E’ importante imparare ad accorgersi di questa crescita e correre ai ripari, consultando per esempio un esperto, uno psicologo, e affidarsi a chi può dare un valido aiuto.
Il supporto psicologico è la miglior cura ed anche la miglior prevenzione, sia per la propria salute che per quella dei figli e per gestire e valorizzare al meglio le proprie capacità genitoriali.

Affrontare le crisi di coppia: l’amore è per sempre?

Vi siete mai chiesti come fanno quei due a stare insieme da tanto tempo? Qual è il loro segreto?
Di solito queste domande nascono quando si viene informati di un imminente festa per le nozze d’oro, o d’argento, di una coppia. O quando si legge sui giornali di una longeva unione, di quelle che oggi fanno tanto scalpore. Secondo voi qual è il segreto di queste coppie?
Tutti i giorni si assiste alla formazione di nuove coppie: l’amore è tra i temi più quotati nei libri, nei film, nelle fiction e nei reality. Ma allo stesso tempo anche le dinamiche di coppia sono di grande interesse, specie se la coppia va in crisi.
Perché tizio e tizia si sono lasciati? Che è successo? Chi ha tradito chi? E come ha reagito l’altro?
Sono domande che interessano tutti, non solo per una mera questione di gossip, ma perché sono situazioni che riguardano la vita di ognuno, direttamente o indirettamente. Tutti hanno, hanno avuto ed avranno delle relazioni in cui entrano in gioco i sentimenti, quindi è bene prendere l’occasione al volo per ricavarne elementi utili alla conoscenza di sé e dell’altro.

Il concetto di coppia, al pari di altre dinamiche relazionali, negli anni si è evoluto. Si è assistito ad un cambiamento nel modo di concepire il rapporto a due, nel modo in cui questo nasce, viene mantenuto e finisce. Le coppie di oggi non sono più le coppie dei tempi dei nostri nonni, come non sono neppure quelle dei tempi dei nostri genitori.
Chi di voi ha mai sentito dire ai propri genitori (o nonni) che le coppie di prima erano più stabili di quelle odierne? Prima ci si sceglieva in giovane età ed era più probabile che si passasse la vita insieme. La persona scelta era, solitamente, il partner della vita, con cui ci si sposava, si facevano dei figli e si portava avanti la famiglia per lungo tempo. Le difficoltà si affrontavano insieme, alcuni problemi di oggi non esistevano affatto, etc…
E avrete sentito anche dire che oggi invece ci si lascia facilmente, basta un nulla per allontanare i partner, perché ogni problema sembra insormontabile e ci si stanca subito dell’altro; non si è disposti a fare sacrifici per tenere unito il rapporto.
Ma è davvero così? E’ proprio vero che prima le coppie erano più stabili ed oggi invece si assiste ad una maggiore precarietà amorosa?

Crisi di coppiaE’ certamente vero che oggigiorno è più raro vedere partner che si scelgono una volta e per tutte. E’ vero che le relazioni sono più volatili, c’è più possibilità di cambiamento e basta davvero poco per sostituire chi si ha accanto con un modello migliore.
Ma, allo stesso tempo, spesso è anche estremamente difficile lasciarsi.
Con la maggiore libertà di scelta e di azione, sono venuti alla luce i meccanismi che sottendono al funzionamento di una coppia, alcuni dei quali sono molto particolari e degni di nota: lasciano fare delle previsioni sull’andamento e sull’epilogo di una situazione a due. Oggi, a differenza di ieri, abbiamo modo di guardare cosa accade all’interno di una coppia, anche partendo dal singolo e avendo un solo membro come punto di riferimento, possiamo dare delle interpretazioni e fare delle previsioni.

Quindi, eccoci al nocciolo della questione: perché le storie finiscono?
E’ questa la domanda da porsi? O forse sarebbe meglio chiedersi, prima di tutto, cos’è una coppia? Come funziona e come finisce (se finisce)? Come sappiamo che una coppia si è davvero formata? E cosa porta a non essere più coppia?

Ma partiamo dall’inizio, anzi, dal tema di questo articolo: Perché si va in crisi?
premesso che “crisi”, etimologicamente parlando, è da ricondurre ad un periodo di discernimento e valutazione che non necessariamente ha dei connotati negativi, il periodo di crisi per una coppia è sicuramente portatore di qualche cambiamento importante. Che sia un cambiamento positivo o negativo, sta ai membri della coppia decidere, o comunque indirizzare l’evolversi degli eventi.
Generalmente si va in crisi perché un problema emerso comincia a crescere in modo esponenziale ed i membri della coppia non riescono più a farvi fronte con le proprie risorse.
Quali sono questi problemi che possono presentarsi?
Coppie in crisi1. Il tradimento del legame. Non necessariamente inteso come tradimento carnale, emotivo e sessuale di un partner che decide di intrattenere una qualche tipo di relazione con un’altra persona (clicca qui per l’articolo sul tradimento e i motivi dell’infedeltà). Il tradimento è inteso anche come la rottura delle premesse (e promesse) del legame in sé. Situazioni in cui lui/lei non è più come prima, per farla breve.
Un tempo eravamo complici, adesso non è più cosi.
Prima era protettivo e forte, ora sembra un ragazzino.
Prima ci divertivamo sempre, ora le cose si sono affievolite.

Questo può accadere quando finisce l’illusione dell’infatuazione. Il primo periodo, in tutte le storie, è fatto di passione ed emozioni forti che, però, dopo un po’ di tempo, tendono ad attenuarsi. Questo accade non perché il partner sia cambiato, ma perché dopo i primi tempi egli comincia ad emergere per come davvero è: una persona con pregi e difetti, spogliata dal manto splendente che avvolge i primi tempi della nascita di una storia.
Per una coppia che si è unita basandosi sulle prime sensazioni di beltà, attrazione ed euforia, questo può essere un duro colpo.
Una delle particolarità delle coppie moderne è proprio questa: basare sia la scelta che l’andamento di una coppia in base a queste sensazioni iniziali.

2. Eventi fuori programma.
Eventi inaspettati, come ad esempio la nascita di un figlio (clicca qui per l’articolo sull’Ansia in Gravidanza) con delle problematiche, un lutto, una malattia di uno de partner. Insomma, un avvenimento che sconvolge gli equilibri della coppia.

3. Differenze di età.
Mi riferisco all’età mentale, non anagrafica. L’età mentale si riferisce alla crescita personale di uno dei membri della coppia, che spesso non va di pari passo con quella dell’altro membro. Una coppia è tale anche quando i due crescono insieme, affrontano periodi di crescita interiore tenendosi per mano e viaggiando su binari più o meno paralleli. A volte, però, questo non accade: succede quindi che solo uno dei due cresce, oppure uno dei due matura più dell’altro, ed i binari si separano, rischiando di non incontrarsi mai più.

Cosa succede quando si va in crisi? 
Si comincia a litigare spesso. Ci si attacca l’un l’altro anche per futili motivi.
si cerca di trascorrere meno tempo possibile col partner. O almeno uno dei due cerca di fare questo. Non è raro vedere, infatti, che all’interno di una coppia uno dei due cerchi più contatto, mentre l’altro lo eviti (a questo proposito clicca qui per l’articolo sul Perché fare l’amore).
Molte persone ironizzano sul proprio rapporto e sul partner, dicendo di preferire gli amici, o dicendo di non voler trascorrere molto tempo insieme. Vi sarà capitato di assistere a scenette semi-comiche in cui uno dei due partner prendeva in giro l’altro dicendo che sarebbe stato meglio trascorrere meno tempo insieme, stare separati etc…beh, si, scherzava, ma anche no. Spesso si usa il gioco e l’ironia per dire la verità. Una verità che magari si fatica ad accettare.

Ma perché allora si continua a stare insieme in una situazione del genere? Perché non ci si lascia, o si tenta di fare qualcosa per risolvere i problemi?
Perché non è vero che oggi lasciarsi è facile. Tutt’altro: oggi i rapporti sono più complessi di quanto si pensasse in passato.
Le problematiche non vengono affrontate per diversi motivi, tra cui la paura del giudizio altrui, la pressione delle aspettative sociali, la paura di entrare in conflitto col partner. Si viene a creare, così, una situazione di squilibrio tra i due, in cui uno dei due è “sottomesso”, oppure una situazione in cui ci si becca all’infinito, procurandosi solo ferite.
Quando le cose vanno avanti in questo modo, allora, si viene a creare una situazione di stallo in cui si stabiliscono, tra i partner, dei falsi accordi, per sostenere un falso equilibrio della coppia. Questi falsi accordi hanno lo scopo di dare una apparente stabilità, ma non fanno altro che danneggiare ulteriormente la coppia e i membri singolarmente.
Il malessere dei due sfocia sempre in sintomi di sofferenza, come l’ansia, il panico e sintomi depressivi e psicosomatici. La persona perde di vista i propri bisogni e la propria situazione psicologica.
Insomma, si mantiene un legame, ma la storia è finita. E la salute mentale e psicologica ne risente.

psicologo terapia di coppiaQuando è utile andare dallo psicologo?
In genere si arriva dallo psicologo proprio quando non ce la si fa più, quando la storia è quasi agli sgoccioli e la persona non regge più una situazione troppo distruttiva.
Ma solitamente, comunque, si decide di non andare dallo psicologo perché si ha paura che la storia finisca. Si ha paura che lo psicologo possa far notare ai due che non c’è speranza di continuare, che i problemi sono troppi e che è meglio lasciarsi.
Ma non è propriamente così: rivolgersi ad uno psicologo può essere la salvezza della coppia, e di se stessi. Fare luce sui meccanismi personali e di coppia che si innescano nei problemi, è la cosa migliore da fare se si vuol prendere in mano la propria storia ed occuparsi della sua salute e serenità. Conoscere se stessi significa conoscere anche il modo di entrare in relazione con l’altro, e quindi anche di gestire (e risolvere) i problemi di coppia.
Quando è meglio andare, quindi?
Quando ci si accorge di alcuni segnali di allarme per la coppia: quando uno dei due, o entrambi, inizia a pianificare da solo i tempi; quando si cercano altre esperienze (contano anche le esperienze online), o quando comunque si avverte un certo bisogno di evadere dalla coppia; quando ci si accorge che si litiga sempre per gli stessi motivi, senza mai risolvere davvero il problema.
Quando ci si rende conto che si sta provando troppa rabbia e all’interno della coppia prevalgono gli attacchi e la stanchezza del farsi la guerra.

E’ oltremodo importante sfatare i pregiudizi sui rapporti d’amore. Voi quanti ne conoscete? Ve ne cito alcuni:
Le storie prima o poi finiscono. Non è detto che tutte le storie debbano finire. Spesso finiscono perché non si riescono a risolvere i problemi, perché non si hanno le conoscenze e gli strumenti giusti.

L’amore cambia…e non è più amore. Non è vero che il cambiamento è sempre negativo: le persone crescono, quindi anche le coppie maturano. L’evoluzione è naturale (ed obbligatoria) in una coppia sana. Basta saperla individuare e vivere in modo sano.

Una coppia sana è una coppia perfetta. Una coppia perfetta non è una coppia che non litiga mai e in cui non c’è mai uno screzio o una divergenza, anzi, le incomprensioni servono a conoscersi e a modularsi.

I problemi bisogna risolverseli da soli. Se i problemi si potessero risolvere da soli, non sarebbero problemi. E nessuno ne avrebbe. E’ importante invece essere onesti con se stessi e col partner, ammettendo che c’è bisogno di un aiuto esterno, per evitare di essere risucchiati in problematiche da cui poi è dif ficile (impossibile) uscire!

 

Sogni Premonitori: interpretare le profezie

Se i sogni sono un universo magnifico e misterioso, i sogni premonitori lo sono ancora di più. Chi non si è mai interrogato sull’esistenza delle premonizioni? Chi non ha mai fatto un sogno strano, che sembrava voler significare qualcosa di profondo e collegato agli eventi che poi si sono verificati?
I sogni sono un argomento che si dividono molte discipline e filosofie, dalla medicina all’astrologia, proprio perché riguardano tutti, ognuno è un essere sognante. Nei secoli sono stati considerati come degli elementi di diagnosi, come anche dei messaggi da parte degli déi.
Uno degli interrogativi principali sui sogni, oltre quelli già trattati in questo post (clicca per leggere le 10 Curiosità sui Sogni), riguarda il dubbio sulla loro provenienza. Vengono da dentro o da fuori? Sono prodotti dal cervello di chi sogna, o sono messaggi che vengono da altri luoghi e raggiungono il sognatore addormentato?

I sogni hanno differenti funzioni, come avrete notato più e più volte: possono essere un modo per scaricare i residui diurni, oggetti ed elementi raccolti durante la giornata che poi vengono esibite nei sogni. Vi è mai capitato di sognare cose “senza senso”, sogni fatti di oggetti che avete visto durante la giornata, o le giornate, precedenti?
Avete aspettato a lungo l’arrivo dei parenti per partecipare ad una cena in famiglia per le feste di Natale, durante serate molto nevose dopo aver studiato per gli esami della sessione di gennaio.
E poi avete sognato di andare all’esame, attendere tantissimo l’arrivo del prof, che puntualmente giunge vestito da Babbo Natale e vi pone domande sulla neve a cui non sapete rispondere.
E’ un esempio buffo di un sogno raccoglitore di elementi sparsi e ricombinati in modo bizzarro.
Un’altra funzione dei sogni è quella di spingere alla riflessione, e riguarda quei sogni che non sono solo un’accozzaglia di elementi sparsi, ma riguardano cose che per il sognatore sono importanti, e quindi fanno riflettere.
Per alcuni psicoanalisti l’attività onirica rappresenta i desideri inconsci e nascosti della persona, quelli più reconditi e inaccettabili, che quindi hanno modo di venir fuori solo quando si è addormentati, proprio per il loro contenuto rimosso.

Sogni PremonitoriAltre volte, invece, i sogni sono difficilmente interpretabili. Anche sogni molto complessi, articolati e ricchi di elementi, si prestano poco ad una interpretazione più o meno chiara. Ed è qui che, spesso, nasce il dubbio: sarà un sogno premonitore? Non so perché ho sognato questa cosa, non riesco a trovare nessi con la realtà…sarà quindi un messaggio profetico?
In realtà, prima di parlare di profezie e premonizioni, bisogna fare luce su alcuni meccanismi particolari a cui le persone sono soggette:
A volte i sogni sembrano così profetici perché esprimono la probabilità di cose che possono realmente accadere.
Mi spiego: la vita visibile delle persone è fatta di azioni ed avvenimenti, ma dietro queste c’è un mondo fatto di possibilità, probabilità e alternative, cioè tutte le cose che potrebbero capitare, sarebbero potute capitare, non sono capitate, non sono state scelte e potrebbero essere scelte. Insomma, tutte le strade possibili.
Nei sogni, queste strade possibili vengono alla luce e si esprimono. Molto spesso riguardano paure e timori: il cervello le passa in rassegna una per volta. Potrebbe accadere questo, quest’altro o quest’altra cosa.
Poi, nella realtà, una di queste cose (o più di una), con molta probabilità, accade.
Nel campo delle possibilità, oltre le paure rientrano anche i desideri e le aspettative. Senza contare la Profezia che si auto-avvera: il timore di qualcosa che potrebbe accadere invade così tanto la persona che ne ha paura, che inconsciamente farà delle cose per attirarla a sé e fare in modo che accada davvero.

L’interpretazione dei sogni è un’attività molto affascinante, ma anche complessa. Una cosa molto importante da tener presente, però, è che non può prescindere dalla conoscenza della persona: non si può dare un’interpretazione di un sogno plausibile se non si hanno degli elementi sul sognatore. Certamente si possono dare degli indizi e degli spunti di riflessione, ma la vera e propria interpretazione necessita di un contatto e di una condivisione di elementi tra chi sogna e chi interpreta.
Avete mai sentito dire che il cervello umano ha dei poteri nascosti?
E’ una cosa vera. Il cervello, specialmente quello umano, è ricco di segreti e meccanismi che sono ancora sconosciuti o non del tutto chiari. Uno di questi poteri è la Deduzione, un processo che le persone conoscono, ma che spesso lavora ad un livello inconsapevole. Il cervello fa delle riflessioni e delle deduzioni che non arrivano al livello cosciente della persona, ed è per questo che spesso si rivelano nei sogni.
Gli eventi della vita quotidiana portano a certamente a riflettere, ma una gran parte di essi vengono carpiti ed elaborati in background, per poi dare il responso mentre si dorme. Ecco perché alcuni sogni sembrano aver annunciato degli eventi: il cervello ha elaborato gli elementi, i sentori, gli indizi che erano apparentemente sfuggiti all’attenzione cosciente…ed ha pre-detto, in sogno, che cosa succederà!

Interpretazione dei sogniTra i meccanismi ingannevoli dei sogni che li fanno etichettare come sogni premonitori, invece, c’è quello che io chiamo meccanismo dell’emersione. In pratica, durante il sogno, vengono vagliate tante possibilità di cose che potrebbero accadere e poi, nella realtà, una di queste si verifica, come è ovvio che sia, ma le persone tendono a ricordarsi solo di quella!
Tra le tante possibilità vagliate nel sogno, si estrae proprio quella che è poi avvenuta, dandole un valore più grande di quello che ha.

A volte, però, accade davvero di sognare una sola cosa che poi si avvera. Come si spiega questo?
La spiegazione è piuttosto semplice: statisticamente è possibilissimo che una cosa sognata si avveri, anzi, è matematicamente probabile che accada. Visto che il contrario accade praticamente quasi sempre! La probabilità che una volta ci si azzecchi, esiste. Come il gioco del lotto…un numero potrebbe anche non uscire mai ma in genere, prima o poi, esce.

Ultimo, ma non di poca importanza, è il fenomeno secondo il quale ci si ricorda di un sogno premonitore…solo dopo che l’evento è accaduto.
Vi è mai capitato di assistere ad un evento ed affermare “Questa cosa l’avevo sognata, ora che ci penso!”. Molti sogni premonitori seguono questo meccanismo. A volte ci si ricorda dopo, ma si sostiene di essersene ricordati prima. E’ un meccanismo molto massiccio!

Gli esseri umani sono fatti anche di credenze spesso molto forti e difficili da scalfire. Ci sono persone che hanno delle passioni che nella loro vita hanno un’importanza molto grande. Avete mai conosciuto persone che credono in cose pur non avendone realmente le prove? Beh, non è infrequente. In realtà le prove non le avete voi, ma loro si. Chi crede in qualcosa, le prove le ha sempre, perché se per voi non ci sono, per loro la realtà è differente. La stessa cosa vale per i sogni premonitori: chi per qualche motivo ci crede, li adatta alla realtà.
I sogni premonitori, ad ogni modo, sono dei fenomeni che spesso (anche se non sempre) sono legati a stati ansiosi. Esiste una forte correlazione tra gli stati ansiosi e le credenze relative ai sogni profetici ed al pensiero magico in generale. Molti si riconosceranno in questo, perché non è infrequente.

Quindi, i sogni premonitori esistono oppure no?
La risposta è SI. Con tutti gli elementi che forniscono, spingono tantissimo alla riflessione. I sogni sono certamente un nostro prodotto e non provengono dall’esterno, ma lanciano anche molti input tesi al futuro: dicono cose di sé che ancora non si conoscono. Ed ecco che quella che si preferisce chiamare col nome di Premonizione, in realtà è la spinta ad indagare su qualcosa che potrebbe essere, per esempio, una propria paura, un proprio stato emotivo che per qualche ragione è ancora sconosciuto alla coscienza.

Un ringraziamento speciale a chi mi ha chiesto di trattare questo argomento!