Ragazzi in rete: Adolescenti e Social Network

Cosa fanno gli adolescenti su internet? Come usano i giovani la rete? Quali sono i pericoli in cui possono imbattersi? I giovani e i giovanissimi usano sempre di più i Social Network e si addentrano nei meandri di internet: si può stare tranquilli quando trascorrono del tempo davanti al pc o con lo smartphone?

Questo post è dedicato ai giovani e giovanissimi, ma soprattutto a chi gli sta intorno: genitori e familiari, che spesso non sanno bene come approcciarsi ad alcune caratteristiche ed esperienze dei loro ragazzi e non conoscono i confini di alcuni dei più gettonati modi di dire e di pensare che girano intorno alla vita degli adolescenti in rete. Come possono fare i genitori a gestire le ansie derivanti dai dubbi che hanno sui propri figli?
Come altri articoli sui luoghi comuni, tratterò quelli che vedono protagonisti gli adolescenti e i giovani, sfatandone alcuni e motivandone altri.
Oggigiorno i discorsi cadono spesso sul mondo dei giovani, si sente spesso dire che i tempi sono cambiati, i ragazzi di oggi non sono più come quelli di un tempo, noi eravamo diversi e non avevamo tutti questi strumenti, loro oggi hanno/fanno cose che noi ci sognavamo soltanto…, eccetera. Chi non ha mai sentito dire (o ha personalmente pronunciato) una di queste frasi?
Analizziamone alcune:

I giovani di oggi sanno fare tutto senza aiuto.

Non è propriamente esatto. E’ vero che oggi i nostri giovani imparano a destreggiarsi nel mondo ed apprendono le migliori strategie per muoversi, agire e reagire, ma questo non significa che abbiano raggiunto la piena autonomia e che non abbiano bisogno di essere affiancati o accompagnati. Anzi, il vederli così attivi e reattivi spesso può essere ingannevole: oggi come ieri i giovani hanno bisogno di essere guidati e protetti, a maggior ragione se il mondo è così tanto cambiato rispetto a prima. A volte l’estrema reattività e l’estrema intraprendenza di un giovane può essere scambiata per un saper stare al mondo, mentre invece nasconde l’enorme bisogno di essere affiancato.

Si relazionano con tutti senza timidezza.

Oggi essere timidi è visto come un deficit, una debolezza del carattere. Un ragazzo che si ritrae un po’ davanti a gente che non conosce è visto come un ragazzo problematico che deve essere spronato ad aprirsi, mentre invece un ragazzo che entra subito in gran confidenza con tutti è visto come un tipo spigliato e socievole. La verità è che un po’ di timidezza, specie quella iniziale durante i rapporti umani, è altamente sana: serve a guardarsi intorno, a scrutare chi si ha davanti e pensare a come muoversi. Entrare subito in confidenza con tutti indistintamente, può apparire una dote relazionale di spicco, ma spesso può anche nascondere l’enorme paura dell’altro, o una percezione distorta del valore dei rapporti.
Ed è interessante notare come spesso l’essere troppo spigliati sconfina nella maleducazione e sfrontatezza eccessiva che il giovane mostra nei confronti dei coetanei e degli adulti e non è raro che questa caratteristica venga scambiata dalla società come un saper stare al mondo, saperci fare, mentre invece sottende un’aggressività poco produttiva.

Adolescenti pericoli di internet

Sono creativi: con pc e smartphone sanno fare cose incredibili.

Non sempre corrisponde a realtà. Se è vero che i giovani sono in grado di usare gli strumenti più disparati tra computer, smartphone, tablet, è anche vero che non sempre li utilizzano per creare qualcosa, per essere produttivi e per apprendere in modo funzionale. Molto spesso sono spettatori passivi di ciò che accade in rete: seguono i trend, gli idoli, le loro passioni (che si tratti di musica, sport, gaming, altro) senza però agirle mai, si limitano il più delle volte a viverle indirettamente, solo da dietro uno schermo. Ed intorno a queste figure basano gran parte della loro esistenza, chiudendosi al resto del mondo e uniformandosi ai propri miti, annullando la propria personalità.

Non hanno più vita sociale.

I giovani oggi sono molto presi da internet, dal mondo della rete in generale, universo pieno di risorse, che offre attività di ogni tipo: gruppi, chat, applicazioni, giochi, forum, tutto il necessario per poter trascorrere gran parte del tempo connessi. E’ per questo che è diffusa l’idea che la loro vita sociale sia molto ridotta.
Questa è una verità solo a metà: se da un lato è vero che i ragazzi, sempre più presi da internet e dai dispositivi, rischiano di trascurare ciò che c’è fuori dalla rete, dall’altro è vero anche che internet è fatto da persone, con cui si instaurano dei rapporti che, seppur siano diversi da quelli “reali”, hanno un loro significato ed una loro ragione d’essere. E’ frequente, infatti, che i giovani instaurino relazioni amicali basate su passioni in comune (come, ad esempio, seguire lo stesso idolo) che, seppur limitate al campo dei social network, hanno una loro valenza sociale, relazionale ed emotiva, anche tenendo in considerazione le fasi dello sviluppo che un ragazzo attraversa.

I rapporti in rete favoriscono l’adescamento.

Una delle grandi paure, specialmente da parte dei genitori, è quella che i ragazzi che frequentano assiduamente internet possano imbattersi in persone poco raccomandabili. La rete è piena di risorse, ma anche piena di pericoli: non si può sapere chi si nasconde dietro un account ed un nickname, e quali siano le sue intenzioni. E’ anche vero, comunque, che i ragazzi di oggi sono molto più diffidenti di prima nei confronti dei rapporti online, così come anche dei rapporti face to face.
Ovviamente -purtroppo- non è sempre così, bisogna sempre prestare attenzione a ciò che accade nel mondo dei giovani e saperli guidare, ma loro non cascano più tanto facilmente nelle trappole che i malintenzionati disseminano online, sono più scaltri dei giovani di qualche tempo fa, sono più informati e prevenuti. La loro diffidenza li aiuta a non fidarsi di chiunque incontrino, sia online che nella vita quotidiana.

Ogni credenza, quindi, va indagata a seconda del caso singolo che si ha davanti. Non bisogna farsi prendere troppo la mano dai preconcetti, ma allo stesso tempo è bene restare vigili sulla condotta dei giovani e dei giovanissimi e preferire sempre e comunque la vicinanza e la comunicazione.

 

Il suicidio di Tiziana Cantone: video hot nella spirale della rete

Tiziana Cantone è una ragazza di 31 anni che si rende protagonista di una serie di video hard che qualcuno decide di mettere in internet e farli circolare nel web, con tanto di nome e cognome di lei, a sua insaputa.
Da una condivisione all’altra, questo video sarebbe finito anche su siti a contenuto pornografico, generando l’inferno nella vita della ragazza che, da un anno e mezzo, soffriva a causa di vessazioni, offese, ingiurie ed insulti che l’avevano portata a cambiare lavoro, cambiare abitazione ed al tentativo di cambiare totalmente identità, nome compreso. Ma evidentemente questo non è bastato: la ragazza si è tolta la vita con un foulard poche ore fa, esasperata, in uno scantinato di Mugnano, in provincia di Napoli.

Tiziana cantone suicidaLa sua vicenda, più che un fatto mediatico, era diventato un tormentone a causa della frase “stai facendo un video? Bravo!” che lei avrebbe pronunciato all’interno del video incriminato: ha fatto il giro del web, diventando uno slogan umoristico che ha ispirato molte pagine Facebook, nonché gadget e parodie.
Ma quella di Tiziana Cantone è solo una delle ultime storie culminate in modo tragico.
E’ stata resa nota anche la vicenda di una ragazza riminese di diciassette anni che, trovandosi in uno stato di coscienza alterato a causa dell’assunzione smodata di alcol, è stata avvicinata da un albanese nei bagni del locale in cui si trovava, e violentata. Le sue amiche, perfettamente consapevoli di ciò che stava avvenendo, non hanno chiamato i soccorsi come sarebbe stato auspicabile, ma si sono arrampicate sui bagni per immortalare le scene di violenza, tra risa e schiamazzi, per poi inviarle ad altre persone tramite Whatsapp, diffondendo questo materiale in rete.

Secondo Vittorino Andreoli, noto psichiatra italiano, internet diventata la gogna accessibile a tutti, per mostrare i difetti delle persone, per mostrarne il passato ed elementi di vita spesso sgraditi.
Il problema non è tirare via da internet, ma impedire che si possa entrare colpendo cosi gravemente.
In queste vicende, dice Andreoli, entra in gioco il concetto del tradimento:

Il desiderio di usare ciò che si sa, un segreto, per poterlo rendere pubblico e e rendere ridicola, far perdere la dignità ad una persona. Il tradimento è diventato cosi, ognuno può usarlo, e non sa che tradire significa tante volte uccidere. Ci sono tre modalità per ammazzare: colpire l’Io, distruggendo l’individualità; si può poi ammazzare colpendo il luogo sociale, il lavoro, ciò che rappresentiamo nella società. Il terzo modo è colpire il corpo, usare un cappio per suicidarsi, e questo non lo fanno i nemici o gli amici, ma chi è colpito e si sente nell’impossibilità di fare qualcosa.

Insomma, esistono tanti modi per colpire e tanti modi per uccidere.
Internet rappresenta uno strumento molto efficace per diffondere qualunque tipo di materiale. Le storie di cronaca a cui purtroppo assistiamo, ci fanno capire che ormai è molto facile essere risucchiati in un vortice che potenzialmente può distruggere delle vite.
E’ importante, quindi, tenere bene a mente alcuni consigli utili, che possono guidare l’utilizzo del Social Network:

Attenzione a ciò che si condivide online.

Oggi la condivisione è all’ordine del giorno: foto, video, pensieri, tutto viene messo online ancor prima di essere pensato. Ancor prima di pensarci. Molte persone possiedono degli account sui social network attraverso i quali condividono le foto dei propri viaggi, delle proprie avventure, delle proprie cose in genere. E spesso ci si lascia prendere la mano: mettere online le prove dell’esperienza è diventato più importante dell’esperienza stessa.

Con chi si condivide.

Con chi si condividono le foto, le esperienze e gli status? Spesso solo con amici e parenti stretti, ma molto più spesso con il mondo. Gran parte degli account sui social network sono aperti, pubblici, perché il loro scopo è mostrare al mondo ciò che accade intorno a sé. Ed è così che si finisce per condividere troppo: pezzi della propria vita privata, esperienze intime, la propria casa, i propri figli, ogni cosa. Una foto, o qualsiasi altro elemento, comincia a girare molto facilmente, in un infinito passaparola, da cui poi è difficile tornare indietro. Pentirsi potrebbe non servire, quindi è meglio prevenire.

Chi sono gli amici e chi sono i nemici?

Il confine tra un amico, un conoscente ed un nemico, è spesso molto labile. Anche un amico, o qualcuno che si riteneva tale, può fare un passo falso verso la condivisione di cose che non andrebbero condivise. Uno spezzone di video, una foto un po’ compromettente, affermazioni vagamente ambigue, possono essere condivise da un amico, anche per gioco, ed innescare una spirale pericolosa. Attenzione, quindi, anche alla superficialità ed alla buona fede con cui si manda in giro una foto.

Come vengono usati i social network.

Ci sono molti modi per usare un Social Network: c’è chi lo usa per questioni lavorative, chi per tenersi in contatto con gli amici e parenti, chi per condividere e mostrare una propria passione, un proprio hobby, chi per curiosità, chi per tutte queste cose. Insomma, il mondo dei Social è un universo vastissimo che si presta agli utilizzi più disparati, alcuni dei quali possono rivelarsi davvero utili e fruttuosi. La cosa importante, in qualunque modo si usi un account online, è quello di tenere ben presente il confine tra ciò che va bene e ciò che non va bene, o potrebbe non andare bene: mettere e diffondere troppo di sé, a qualunque titolo, anche con sconosciuti, è una decisione che va ponderata bene.

Un’attenzione particolare ai minori.

Sento di dover dedicare una parte di questo articolo ai minori ed ai ragazzi in generale. Molti di loro, anzi, la maggior parte di loro, usa Social Network: Facebook, Twitter, Instagram, Youtube ed altre piattaforme incontrano sempre di più le esigenze comunicative, espressive e di condivisione che manifestano i nostri ragazzi.
Social che sanno stare al passo coi tempi, che accolgono, danno modo di esprimersi, di tenersi in contatto, di fare rete a tutti i ragazzi. Non avere qualche account significa essere tagliati fuori dal mondo: ciò accade con gli adulti, ma in misura maggiore con i ragazzi (ed i ragazzini) che quotidianamente affollano il web.
Loro sui social non sono mai soli, ed allo stesso modo non dovrebbero essere soli nell’uso che ne fanno: è importante stargli dietro, controllare le loro attività, monitorare l’andamento dei loro affari online. Con le giuste precauzioni, la giusta distanza ed il rispetto e la libertà che deve essere accordata ad ogni ragazzino, ragazzo e adolescente, è sempre bene affiancarlo e non perdere di vista ciò che fa.
Questo è importante per vegliare sul loro benessere psicologico ed emotivo e carpire in tempo i segnali d’allarme, per correre ai ripari!